NAHBS 2011

CieloDa appassionato, il NAHBS (North America Handmade Bicycle Show) è la fiera che prediligo. Anche se sono lì per lavorare, mi sento come un bambino in un negozio di giocattoli, fra tante biciclette personalizzate e curate nei minimi dettagli.

Il NAHBS cambia luogo ogni anno, così è anche una bella scusa per visitare posti nuovi: tre anni fa Portland, Oregon (città con una cultura ciclistica impressionante), due anni fa Indianapolis, Indiana (grande città in crisi, così così), lo scorso anno Richmond, Virginia (capitale sudista durante la guerra di secessione, data alle fiamme e ricostruita: anche lì la crisi si toccava con mano). Quest’anno la fiera si teneva a Austin, Texas, città “adottiva” di Lance Armstrong, luogo interessante e ricco di vita: grandi spazi per l’attività all’aria aperta (favoriti dal clima in inverno, 25°C, mentre in estate si muore dal caldo), abbondanza di locali con musica dal vivo e molti ristoranti. Per questo, e per molto altro, il NAHBS 2011 è stata un’edizione memorabile.

Mai come quest’anno l’interesse dei media è stato vivo, e si sono visti grandi nomi tra gli espositori, segno di una raggiunta maturità dell’evento. Infatti, marchi rinomati e più generalisti come Shimano, FSA, Ritchey e tra le ruote Mavic, Zipp e Head, hanno testimoniato con la loro presenza l’interesse che il mondo dei piccoli telaisti indipendenti inizia a destare.

Tra le produzioni più interessanti, sicuramente da segnalare la Cielo (marchio con cui vengono realizzati i telai di Chris King, più conosciuto per le leggendarie serie sterzo), oppure, e questa è una scelta personale, le P-29 di Ritchey.

In questo caso si tratta della rivisitazione di un telaio storico (i vari P-23 e successivi hanno segnato la storia dell’XC racing), aggiornata con ruote da 29″, di cui erano esposti due assemblaggi: uno XC classico, l’altro single-speed e con forcella rigida in carbonio. I telai NON saranno saldati da Tom Ritchey (saranno di buona fattura asiatica), ma questo non fermerà molti nostalgici.

Tra gli italiani, oltre ai “mostri sacri” presenti (il primo che mi viene in mente è Dario Pegoretti, che in America è oggetto di venerazione), anche piacevoli novità, come il marchio Legor, bresciano doc e grande conoscitore dei telai pista e fixed gear, ed il marchio Pitz! con un bel telaio da ciclocross, segnali incoraggianti di una tradizione artigiana che all’estero ci invidiano e che non deve scomparire.

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