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Intervista a Tom Petrie

Tom Petrie

Tom Petrie è uno che di biciclette se ne intende: ha lavorato con Mike Sinyard, il patron di Specialized, agli albori del marchio, ed è il proprietario di Cantitoe Road, azienda di componenti per bici molto apprezzata dagli appassionati per qualità e affidabilità. Ma, soprattutto, è una persona che vive per la bici: “Cantitoe Road”, la sua azienda, prende proprio il nome dalla via in cui è cresciuto e dove ha imparato a pedalare. Abbiamo chiacchierato con lui di passione, di paesaggi e di tecnica… nonché di quella volta in cui stroncò il prodotto più rivoluzionario di Specialized…

Ciao Tom, è un piacere parlare con una persona così importante per l’industria delle biciclette, vista la tua esperienza in Cantitoe Road.
Ma quando è nato il tuo amore per le bici? E perché la fiaba degli “Stivali delle sette leghe” è fondamentale per la tua infanzia?

“Già, è una storia di molti anni fa. Da bambino, mi era stata raccontata la fiaba degli “Stivali delle sette leghe”, dove il protagonista indossa questi stivali magici che gli consentono di percorrere sette leghe con un solo passo. Sicuramente, mi sono detto, la bicicletta è la realizzazione di questa fantasia! Da bambino ero assolutamente deliziato dalla libertà che la bicicletta mi conferiva. Le dimensioni e la portata del mio mondo dell’infanzia si sono ampliate notevolmente. A 10 anni organizzavo avventure a tema “escursioni in bicicletta” da solo. Guidavo verso quelli che presumevo fossero i confini della contea sulla mia vecchia Columbia da passeggio con manubrio da cruiser. Non ho mai perso quell’infatuazione infantile per le biciclette. Ogni volta che salgo in sella a una bici, ritorna in me quella magica sensazione di indossare quei meravigliosi stivali delle sette leghe .. “

Che tipo di ciclista è Tom Petrie? Hai mai corso?

“Ora vado in bici soltanto per piacere ma, in gioventù, sono stato un ciclista amatoriale di seconda categoria (categoria amatoriale americana, nda) su strada e su pista. Non ero un corridore eccezionale, ma un vero “innamorato dello sport”. Amo molto anche il ciclocross visto che avevo un compagno di allenamento, Joe Ryan, che era campione nazionale di ciclocross. Così ho fatto ciclocross per divertimento prima che esistessero le mountain bike e ho partecipato a qualche gara, ma, come risultati, sono stato terribile! Tuttavia, seguo lo sport e mi piace assistere alle gare “.

Tom in gara al Lake Merritt Criterium

Tom in gara al “Lake Merritt Criterium” (California, USA) nel 1976

Sei originario del Colorado: un altro amico di Effetto Mariposa, il grande biker Nat Ross del Gary Fisher team [clicca qui per leggere l’intervista a Nat Ross] ci ha detto che il Colorado è perfetto per il ciclismo ed è molto simile a certe regioni delle Dolomiti…
Quali sono i tuoi posti preferiti per pedalare in Colorado?

“Vivo a Ft. Collins, Colorado, dove finiscono le pianure e iniziano le montagne. Non mi piace prendere l’auto per andare in bicicletta se posso evitarlo, così percorro spesso le svariate, fantastiche, strade appena lontane da casa mia. Vi mando una bella foto che rende l’idea (foto sotto, nda): è Devil’s Backbone, a mezz’ora di strada dalla mia porta, guardate che bella strada. E Nat Ross ha assolutamente ragione, nelle montagne del Colorado è difficile trovare un brutto passaggio“.

Il sentiero di Devil's Backbone a Fort Collins (Colorado)

Il sentiero di Devil’s Backbone a Fort Collins, Colorado, una delle mete ciclistiche preferite di Tom

Ami anche lo sci: pensi che sciare faccia bene ai ciclisti?

“Come il pattinaggio di velocità, lo sci è un ottimo sport stagionale per i ciclisti, quello alpino per potenza mentre lo sci di fondo allena bene la resistenza. Anche l’escursionismo aiuta molto.”

Tom sugli sci al Breckenridge Imperial Express

Tom sugli sci al Breckenridge Imperial Express, in Colorado, la più alta stazione sciistica del Nord America: 3913 m s.l.m.

Quali sono i prodotti Effetto Mariposa preferiti dai clienti di Cantitoe Road?

“La chiave dinamometrica “Giustaforza II 2-16 Pro Deluxe”. Senza dubbio, è la più bella chiave dinamometrica per biciclette sul mercato.”

Addirittura! E i tuoi?

“Oltre a Giustaforza? Direi sicuramente Espresso. Ricorderò sempre una volta in cui mi ha salvato: stavo tornando in bici da una corsa su strada e avevo ruote con pneumatici tubolari. Si stava facendo buio e pioveva, era una pioggia mista a neve. Faceva freddo e c’era vento. Non avevo i guanti e mi facevano male le dita. E, ovviamente, avverto una foratura al posteriore. Cambiare un tubolare è sempre un lavoro difficile. Dover farlo sul ciglio della strada con il freddo, il vento, la neve e il buio lo rendeva ancora più sgradevole. A quei tempi, l’ “Espresso” era un prodotto nuovo di zecca, il concetto di “gonfia e ripara” era una novità. Avevo una bomboletta con me ma non l’avevo mai usata prima. L’ho pescato dalla tasca, l’ho attaccato alla valvola e… miracolo! La gomma si è gonfiata, il buco si è chiuso ed ero già pronto a pedalare in meno di un minuto. Porto SEMPRE l’Espresso con me. “

Hai lavorato con Mike Sinyard di Specialized: in quegli anni sei stato pioniere del nuovo modo di intendere le biciclette …

“Senza dubbio Mike è stato il pioniere. Ero responsabile del marketing e delle promozioni di Specialized ed ero anche il ciclista locale che Mike usava per testare e provare nuovi prodotti. Un giorno mi presentò una bici che sarebbe poi diventata la prima “Stumpjumper” (una delle prime MTB mai prodotte, un prodotto rivoluzionario di Specialized nonché un best seller per l’azienda, per chi non la conoscesse, nda) e mi chiese di guidarla e di dirgli cosa ne pensavo. Andai a testarla su una strada asfaltata piatta a San Jose: era esattamente il terreno sbagliato per provare una mountain bike. Sono ancora imbarazzato oggi nel dire che, quel giorno, sono tornato in azienda e ho detto a Mike: “Questa roba è uno schifo! Facciamo una bici da pista”. Mi sbagliavo clamorosamente mentre Mike Sinyard era colui che aveva la visione del futuro.”

pubblicità della Specialized “Stumpjumper

“Non è soltanto una nuova bicicletta, è un nuovo sport” afferma con grande convinzione questa pubblicità dell’epoca della Specialized “Stumpjumper”. Avevano ragione.

Può succedere, d’altronde, ai tempi, la MTB era un oggetto sconosciuto… sei comunque un esperto di biciclette e vorremmo chiederti le tue opinioni sulle ultime novità sul mondo del ciclismo.
Ad esempio: riguardo ai freni a disco sulle bici da strada, cosa ne pensi? Si tratta di marketing o sono utili?

“La mia specialità è il marketing, tuttavia credo che i freni a disco siano uno dei miglioramenti tecnologici incrementali che rendono le bici migliori. Come con qualsiasi tecnologia emergente, diventeranno presto migliori, più leggeri e più sicuri”.
Oggi le persone stanno riscoprendo le biciclette, anche per ragioni ambientali. Siamo di fronte all’ascesa delle e-bike: ti piacciono?
Per me l’aspetto più interessante delle biciclette è quanto siano macchine semplici ed eleganti. Le biciclette fanno in maniera egregia il loro lavoro in modo efficiente: traducono lo sforzo umano in movimento in avanti. Una bicicletta è un moltiplicatore di forza, per tornare al concetto degli stivali dalle sette leghe. L’aggiunta di potenza immagazzinata diminuisce l’eleganza e la semplicità, quindi, per me personalmente, le bici elettriche non sono così attraenti. Tuttavia accolgo con favore le e-bike perché portano le persone fuori dalle auto e le traghettano verso le bici. Per la salute di questi nuovi ciclisti e per l’ambiente, l’e-bike è uno sviluppo meraviglioso. C’è da dire che sono state anche fantastiche per l’industria delle biciclette. “

Ok, mi sembra di capire che apprezzi le e-bike ma non ti piace la loro filosofia. D’altronde, ho visto una tua foto che “racconta” bene la tua filosofia ciclistica… ci sei tu in bici con il tuo cane…

“Maggie, il mio cane, adora farsi portare nel mio rimorchio Burley. Ora è molto vecchia, ha 14 anni, e non può più correre né saltare. Anche entrare e uscire dal Burley è difficile, ma adora i nostri giri e sa ancora piegarsi nelle curve.”

Tom e Maggie

Tom e Maggie durante una tipica uscita in bici

Fa le pieghe nelle curve?!

“Sì, veramente! La porterò sempre più spesso in luoghi come il fiume, visto che non può più camminare. Come vedi, la bici è per tutti“.

Effetto Mariposa

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